Pensioni, in questo modo puoi aumentare l’assegno mensile: ecco come fare la richiesta
In questo modo potrai aumentare l’assegno mensile delle pensioni: la procedura per poter fare subito la richiesta.
Per anni ci hanno ripetuto la stessa cosa: più contributi versi, più alta sarà la tua pensione. Ed è vero… ma non sempre. Esiste infatti una dinamica poco conosciuta che può cambiare completamente questo principio, trasformando alcuni periodi lavorativi in un vero e proprio svantaggio economico.
Pensioni, in questo modo puoi aumentare l’assegno mensile: ecco come fare la richiesta Ilsitodimassacarrara.it
Succede più spesso di quanto si pensi: carriere discontinue, stipendi calati negli ultimi anni, fasi di difficoltà lavorativa. Tutti elementi che possono incidere in modo silenzioso ma significativo sull’importo finale dell’assegno previdenziale. E la cosa più sorprendente? Non tutti i contributi giocano a tuo favore. In certi casi, possono addirittura abbassare la pensione.
Quando lavorare di più può penalizzarti
Il problema nasce soprattutto nel sistema di calcolo retributivo (ancora presente in molte pensioni con sistema misto), dove conta la media degli stipendi percepiti negli ultimi anni di carriera. Se in quella fase si verificano situazioni come:
riduzione dello stipendio
lavoro part-time
periodi di disoccupazione o cassa integrazione
la media si abbassa… e con essa anche la pensione. È qui che entra in gioco un meccanismo poco noto ma potentissimo. Si chiama neutralizzazione dei contributi, ed è uno strumento previsto dalla normativa previdenziale italiana per evitare effetti ingiusti. In pratica, consente di escludere dal calcolo della pensione alcuni periodi contributivi sfavorevoli, cioè quelli che abbasserebbero l’importo finale. Attenzione però:
i contributi non vengono cancellati
restano nella posizione assicurativa
semplicemente non vengono considerati nel calcolo dell’assegno
Quando lavorare di più può penalizzarti Ilsitodimassacarrara.it
L’obiettivo è chiaro: proteggere il lavoratore da fasi negative della carriera che non dovrebbero compromettere la pensione maturata negli anni migliori. Non tutti i periodi sono esclusi automaticamente. Possono essere presi in considerazione, ad esempio:
contributi da disoccupazione indennizzata
periodi di cassa integrazione
lavoro con retribuzione molto più bassa rispetto al passato
alcuni contributi figurativi
C’è però una regola fondamentale, si possono neutralizzare solo i contributi non indispensabili per raggiungere il diritto alla pensione.
Questo beneficio non scatta automaticamente. È necessario fare una richiesta specifica all’INPS, che può avvenire:
al momento della domanda di pensione
oppure anche dopo, chiedendo una revisione dell’importo già liquidato
Sarà poi l’ente previdenziale a verificare se i periodi indicati risultano davvero penalizzanti. In caso positivo, procederà al ricalcolo.
Se la richiesta viene accolta, l’effetto può essere concreto, una pensione più alta rispetto a quella inizialmente calcolata In un sistema complesso come quello previdenziale, dettagli tecnici come questo possono fare una grande differenza. E spesso, proprio ciò che sembra un vantaggio — aver lavorato e versato di più — può nascondere un’insidia che pochi conoscono.
Maria Petrillo
Classe 1985, moglie e mamma a tempo pieno, amo la mia vita in tutte le sue sfaccettature. Ho unito le mie passioni e le ho fatte diventare un lavoro. Mi piace spaziare tra gli argomenti, sperimentare e imparare continuamente cose nuove mettendo nero su bianco tutto quello che mi viene in mente. Conquisterò anche voi?